Discussione Ufficiale Serie TV Serie TV - Lupin "Dans l'ombre d'Arsène" - Netflix

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Windows95

Utente Electrum
16 Ottobre 2020
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l Lupin di Netflix​

Dimenticatevi infatti il ladro con la cravatta alla guida di un maggiolino dei manga di Monkey Punch e “l’incorreggibile e inafferrabile Lupin” dell’anime cult degli anni Ottanta: nella serie tv non vedrete né Ghemon né l’impacciato commissario Zenigata, e nemmeno l’esuberante Fujiko (aka Margot).

E, tutto sommato, dimenticatevi anche di vedere il ladro gentiluomo di Maurice Leblanc. I creatori George Kay e François Uzan hanno fatto la scelta intelligente di non reimmaginare Arsène Lupin nella Parigi odierna, ma piuttosto raccontano la storia di un uomo influenzato dal personaggio di fantasia. Un’operazione ben riuscita, grazie anche alla scelta di Sy che con il suo carisma riesce a dare vita a un protagonista credibile.

Benché quindi il Lupin di Netflix sia un quasi dichiarato omaggio alla letteratura, con tanto di citazioni e libro onnipresente nelle riprese, il “nuovo” Arsenio è un personaggio tutto diverso, perfettamente calato nella nostra contemporaneità. Si chiama Assane Diop ed è figlio di un immigrato.

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Lupin, Netflix: trama della serie tv con Omar Sy​

[Attenzione, spoiler] Notturno. Siamo in una Parigi buia e silenziosa. Tra le stanze del Louvre, sgombre dai milioni di turisti, un addetto alle pulizie si ferma davanti alla Gioconda con un sorriso malizioso. È Assane Diop, figlio di un immigrato senegalese, che sta per trasformare il museo parigino nella cornice del colpo del secolo: l’obiettivo è rubare lo splendido collier della regina Maria Antonietta, pronto per andare all’asta per la cifra esorbitante di 20 milioni (ma poi viene battuto a 60).

Il piano è pronto, i complici pure. Il colpo va a segno, tutto quasi sembra risolversi nel primo episodio, ma c’è chi fa il doppio gioco. E presto lo spettatore capisce che niente, nel corso della serie tv, sarà come sembra al primo sguardo.

In un continuo gioco di flashback, colpi di scena e disvelamenti, veniamo a scoprire la vera storia di Assane, un bambino orfano di padre, suicidatosi in prigione a seguito di una condanna ingiusta. Proprio 25 anni prima, il genitore, Babakar Diop, che lavorava al servizio della famiglia Pellegrini, era stato accusato e incarcerato per il furto dello stesso collier (poi ritrovato e ora premio di un’asta benefica). E Assane oggi vuole riscattarne la memoria, trovando i colpevoli.

Come? Non con la forza o la violenza, ma con astuzia. La sua arma sono i libri. Quelli di Arsène Lupin, per il cui personaggio ha quasi una venerazione, che da adolescente divorava insieme al padre. Saranno loro a dargli l’ispirazione per ordire trabocchetti, smascherare il vero colpevole e uscire dai guai. Perché Assane è disposto a tutto pur di riuscire nella propria ricerca della verità. Anche mettere in pericolo se stesso e la propria famiglia: la dolce moglie Claire, da cui è separato, e il figlio Raoul.

Lupin, Netflix: il tema della diversità e dell’integrazione​

È così che da un primo episodio in pieno heist movie, la narrazione prende la piega di un dramma familiare, seppur non privo di ritmo, ironia e colpi di scena degni di un poliziesco che si rispetti. Dove il protagonista non è un ladro gentiluomo, non un anarchico smaliziato che ruba ai ricchi per dare ai poveri: è un ultimo, un insospettabile.

“Mi hai sottovalutato, perché non mi hai guardato. Tu mi hai visto, ma non mi hai guardato. Come non mi guardano loro, quelli per cui lavoro. Che vivono là, mentre noi viviamo qui, che vivono in alto quando noi siamo in basso: non ci guardano. E grazie a questa invisibilità diventeremo ricchi” dice Assane mentre espone il piano per il furto ai due complici, nel loro appartamento in un'anonima banlieue parigina.

È qui che compare per la prima volta il riferimento al tema della disuguaglianza in una Parigi multiculturale. Il fil rouge della diversità, del pregiudizio razzista e della difficile integrazione culturale (che il cinema francese contemporaneo affronta spesso in modo intelligente, con delicatezza e ironia, basti vedere anche solo due titoli nel catalogo Netflix, da Benvenuti a Marly-Gomont a L’erba cattiva) corre sottotraccia puntata dopo puntata. In modo neanche troppo velato.

L’Assane Diop che acquista il collier all’asta è un uomo colto, raffinato e facoltoso. Eppure viene salutato dalla guardia di sicurezza con un “Non mi aspettavo uno come lei”. Dove lei sta per un uomo nero. Ma proprio questa sua invisibilità sociale sarà l’arma vincente che Assane userà per muoversi (quasi) indisturbato nelle sue ricerche e compiere la sua vendetta.

LO AVETE GIA' VISTO? COSA NE PENSATE? VOTO MIO : 5/5 STELLE
 
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SmoonStyle

Utente Jade
11 Maggio 2014
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Non sapevo nemmeno dell'esistenza di questa serie, il titolo lo trovo un po' controverso in quanto il nome Lupin fa' immediatamente riaffiorare in mente il classico ladro protagonista delle svariate serie, di conseguenza non se è stata fatta questa scelta con lo scopo di attrarre più pubblico tuttavia ci sono elementi (leggendo la trama suesposta) molto concordanti tra i due personaggi. Credo che per esprimere un opinione più adeguata, si necessita almeno di una visione di qualche episodio :asd:
 
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