Stando alle informazioni confermate da Ubisoft e riportate dalle principali testate di settore nelle ultime ore, i server di Rainbow Six Siege sono stati disattivati d'urgenza in seguito a una grave violazione di sicurezza. L’attacco, avvenuto nella giornata del 27 dicembre 2025, ha costretto il publisher francese a chiudere non solo l'accesso alle partite, ma anche il marketplace del gioco per arginare i danni.
Gli hacker sono riusciti a ottenere un controllo quasi totale sui sistemi di gestione del titolo. Secondo quanto emerso, i pirati informatici hanno acquisito la capacità di bannare e riammettere utenti a piacimento, inviare messaggi personalizzati tramite il ticker di gioco e sbloccare istantaneamente tutti gli oggetti in-game disponibili. L’aspetto più critico della violazione riguarda l’economia interna: a ogni giocatore connesso sono stati accreditati 2 miliardi di Crediti R6 e punti Fama.
L’impatto economico virtuale di questa manovra è gigantesco. Rapportando le cifre al mercato italiano, dove i pacchetti da 15.000 crediti vengono venduti intorno ai 100 euro, il valore della valuta generata illegalmente supera i 13 milioni di euro in valore reale. Una cifra che ha reso inevitabile lo shutdown immediato per prevenire il collasso dell'economia del gioco.
Ubisoft ha voluto subito tranquillizzare la community con una politica di trasparenza: nessun utente verrà punito per aver speso i crediti ricevuti durante l'hack. La soluzione tecnica adottata sarà un rollback completo. Tutte le transazioni, gli acquisti e i progressi registrati dopo le 11:00 UTC di sabato (le 12:00 in Italia) verranno annullati, riportando lo stato del gioco a un momento precedente all'attacco. Al momento non è stata fornita una tempistica precisa per il ripristino del servizio.