Guida Strumenti di analisi on-chain: come usare le metriche

Goinvest

Utente Emerald
5 Aprile 2010
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Strumenti di analisi on-chain: on-chain vs off-chain

In breve:

  1. i dati on-chain rappresentano tutte le informazioni delle transazioni all’interno di una determinata blockchain;
  2. ciò consente di non limitarsi alla semplice analisi di un grafico, ma di ottenere il maggior numero di dati possibili;
  3. una buona analisi on-chain può aiutare a migliorare le proprie previsioni.


Ad esempio, i dati on-chain di Ethereum rappresentano l’insieme di tutte le informazioni di ogni singola transazione al suo interno.

Vediamo, nello specifico, alcuni esempi di dati on-chain.



Esempi di dati on-chain

All’interno dei dati on-chain di una blockchain, possiamo trovare:

  1. dati di transazione;
  2. dati dei blocchi;
  3. codici degli smart-contracts.


I dati di transazione sono le informazioni relative agli importi trasferiti, il saldo rimanente su un indirizzo o i semplici indirizzi di invio e ricezione. In questo modo, per esempio, è possibile capire se un indirizzo in particolare ha eseguito movimenti sospetti.

I dati dei blocchi, invece, possono mostrare informazioni relative ai reward ricevuti per ogni blocco, le commissioni richieste dai miners o dai validatori e i dati dei timestamp. Brevemente, il timestamp è un dato memorizzato in ciascun blocco come serie unica.

La sua funzione principale è quella di determinare il momento in cui un blocco è stato estratto e validato. Infine, i codici smart-contract possono aiutare a capire come opera una determinata blockchain, seguendo le logiche applicate da ogni contratto.


Differenza tra off-chain e on-chain

La differenza tra off-chain e on-chain è comprensibile dal termine stesso. I dati off-chain sono quelli “fuori dalla catena”, ovvero informazioni che derivano da operazioni eseguite al di fuori della blockchain.

Per capire meglio il cosa significa off-chain, però, è bene partire dalla comprensione dei dati on-chain. Un dato on-chain, come anticipato sopra, è un dato all’interno della rete. In poche parole, se si esegue una transazione approvando uno smart-contract, facendola validare e facendola registrare su blockchain, questo rappresenterà un dato on-chain.

Al contrario, una transazione off-chain porta il valore al di fuori della blockchain stessa. Tre esempi di dati off-chain possono essere:

  1. trasferimento tra due parti in accordo tra loro;
  2. utilizzo di una terza parte (es. processori di pagamento);
  3. acquisto di un coupon contenente criptovalute e scambio del codice per il riscatto dei token.


Banalmente, un utente potrebbe anche aprire un wallet, caricarlo con dei fondi e fornire la propria chiave privata ad un altro utente. In questo modo si evita lo scambio effettivo sulla blockchain, evitando i costi di transazione che talvolta (come su Ethereum) possono essere elevati.


Perché usare l’analisi on-chain?

L’analisi on-chain può aiutare in quanto contiene un’infinità di informazioni per affinare il proprio processo decisionale. In particolare, viene messo in evidenza il comportamento effettivo degli investitori, con la possibilità di comprendere la reale natura della blockchain e il suo stato di salute.

Semplicemente conoscendo il numero di indirizzi attivi e il numero di transazioni all’interno della rete, si possono già trarre diverse conclusioni rispetto a una blockchain.

Se si nota un incremento salutare del numero di address e di transazioni, si potrebbe ad esempio prevedere un ulteriore incremento di prezzo del token.

Difatti, il prezzo del token potrebbe essere basso ma la blockchain potrebbe avere un numero crescente di investitori.

Quindi, un calo di prezzo o un prezzo basso non è necessariamente simbolo di fallimento di un progetto, se questo è sostenuto da tantissimi investitori.

Basta pensare a Shiba Inu che, nonostante sia nata come memecoin, ha alle spalle un gran numero di utenti che la sostengono e che hanno causato rialzi di prezzo a dir poco elevati.

Tra l’altro, i dati on-chain consentono di ottenere rapporti sul comportamento degli investitori. Si possono, ad esempio, trovare dati sulla capitalizzazione di mercato e sulla capitalizzazione realizzata. Ciò significa che si può capire se gli investitori operano a lungo o breve termine.

Quando i due dati divergono fortemente, si può preannunciare una situazione di mercato molto volatile e speculativo, spesso portatore di perdite.

In questo senso, grazie all’analisi on-chain è possibile scovare il momento propizio per aprire o chiudere una posizione. Un indicatore interessante da unire a questo dato è il set UTXO.

Sfruttando la 1Y+ HODL Wave si può avere un’idea più chiara di chi sta seguendo strategie di HODLing. Un numero crescente di investitori a lungo termine potrebbe essere infatti simbolo di un potenziale rialzo di prezzo.

strumenti di analisi on-chain. HODL Wave
1+ HODL Wave. Fonte: https://www.lookintobitcoin.com/charts/1-year-hodl-wave/

Strumenti per analisi on-chain

Di seguito elencheremo alcuni strumenti utili per eseguire le proprie analisi on-chain.


CoinMetrics

Tra i principali strumenti dianalisi on-chain c’è CoinMetrics, piattaforma molto intuitiva e completamente gratuita.

strumenti di analisi on-chain: address number
Numero di address e prezzo BTC. Fonte: https://charts.coinmetrics.io/network-data/
Qui, ad esempio, vediamo in verde il numero di indirizzi attivi sulla rete Bitcoin, e in rosso il prezzo rapportato al dollaro. Notare come all’incrementare del numero di indirizzi, spesso il prezzo aumenta.

Allo stesso tempo, ci sono momenti in cui nonostante il cambiamento del numero di indirizzi il prezzo non ha subito forti oscillazioni.

Per vedere altre metriche basta usare il pulsante metrics e scegliere quelle di proprio interesse.


LookIntoBitcoin

Abbiamo già citato diversi indici di LookIntoBitcoin nel nostro articolo su come fare un piano di accumulo Bitcoin con il CBBI Index.

La piattaforma si divide in 4 sezioni:

  1. Market Cycle Charts
  2. On-chain Charts
  3. Address Balance Charts
  4. Lightning Network Charts


Nella prima si possono trovare informazioni relative ai cicli di mercato come il Fear & Greed Index e lo Stock-Flow Model. Quest’ultimo mostra il rapporto dei bitcoin in circolazione rispetto alla quantità di bitcoin estratti annualmente, e la relazione di questo rapporto con il prezzo.

Nella sezione On-chain Charts si possono invece trovare le metriche on-chain. Tra queste, ci sono la già citata 1Y+ HODL Wave, il Reserve Risk (livello di confidence degli investitori a lungo termine) e il Whale Shadows, un indicatore che mostra quando i bitcoin che non si sono mossi on-chain per molti anni tornano a muoversi in grosse quantità.

Dall’altro lato, l’Address Balance Charts contiene gli strumenti per analizzare informazioni sui wallet.

Quindi, si può vedere il numero wallet con più di 1, 10 o 100 BTC, individuando anche quelli con più di 1000 BTC in un unico indirizzo. Al momento della scrittura, il numero di indirizzi contenenti più di 1000 BTC equivale a 2265.

strumenti di analisi on-chain: wallet size
Address con +1000 BTC. Fonte: https://www.lookintobitcoin.com/charts/wallets-greater-than-1000-btc/
Infine, nella sezione Lightning Network Charts si può vedere la capacità dei nodi del network Bitcoin e il numero di nodi Lightning.

Tutto ciò fa capire che LookIntoBitcoin è sicuramente il miglior strumento per analisi on-chain di Bitcoin.


IntoTheBlock

Ultimo ma non per importanza, suggeriamo di dare un’occhiata anche a IntoTheBlock. Questo offre un’ampia varietà di strumenti di analisi on-chain per l’analisi di diverse blockchain e criptovalute. Si può vedere anche l’order book nonché il sentiment degli investitori.

strumenti di analisi on-chain: IntoTheBlock dashboard
Dashboard IntoTheBlock. Fonte: https://app.intotheblock.com/
Aprendo un account gratuito, inoltre, si ha accesso a maggiori funzionalità.

Altri strumenti utili possono essere:




Limiti dell’analisi on-chain

Essendo i dati on-chain estrapolati da reti nate al massimo da una decina d’anni, è molto difficile interpretarli nel modo corretto, e spesso non si hanno abbastanza informazioni in modo da delineare un trend o un buon momento di mercato.

Inoltre, tutto dipende anche dalla natura e dall’obiettivo di una determinata blockchain, elementi che potrebbero influenzare la qualità e la quantità delle informazioni on-chain. In linea di massima, se le metriche sono crescenti, allora si possono prevedere dei momenti positivi di mercato.

Ovviamente, le previsioni non sono una scienza esatta. Basterebbe un momento di panico globale per far sì che gli investitori chiudano le proprie posizioni vendendo e facendo crollare i prezzi.

Riassumendo, possiamo dire che i limiti dell’analisi on-chain sono:

  1. mancanza di dati storici, soprattutto per progetti emergenti;
  2. non poter fare previsioni per investimenti a breve termine;
  3. presenza di lightning network che possono variare in tempi brevi le informazioni sulle transazioni.


Di conseguenza, le metriche on-chain sono spesso usate da chi vuole attuare un piano di accumulo o puntare su un asset nel lungo termine.

Ciononostante, alcuni possessori di nodi validatori o investitori esperti potrebbero incrociare le metriche con dati provenienti dall’analisi tecnica per individuare, ad esempio, supporti e resistenze.


Conclusioni

L’analisi on-chain è senza ombra di dubbio un buon modo per ottenere informazioni su un determinato asset. Incrociando i dati della blockchain con quelli provenienti dalle proprie analisi, dalle news di mercato e da tutto ciò che concerne il mondo cripto, si possono migliorare le proprie performance.

Ciononostante, bisogna sempre fare le proprie valutazioni e non agire mai impulsivamente, tenendo sempre a mente il rapporto risk/reward. Se conosci altri strumenti di analisi on-chain, faccelo sapere sui nostri social!
 
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