News Tech A Roma nasce la nuova fabbrica di satelliti con l'accordo tra Leonardo e Thales

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Secondo quanto comunicato da Thales Alenia Space e dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stata inaugurata a Roma una delle più grandi e avanzate fabbriche di satelliti d'Europa. La nuova Space Smart Factory, situata nel Tecnopolo Tiburtino, diventerà operativa entro la fine dell'anno con l'obiettivo di rafforzare la capacità produttiva italiana ed europea e lanciare la sfida diretta alle superpotenze spaziali come USA e Cina, dominate da colossi come SpaceX di Elon Musk.

L'operazione è frutto di un investimento di oltre 100 milioni di euro, finanziato in parte con i fondi del PNRR gestiti dall'ASI e in parte da investimenti diretti di Thales Alenia Space, la joint venture tra la francese Thales e l'italiana Leonardo. A pieno regime, l'impianto sarà in grado di produrre circa 100 satelliti all'anno, con una netta accelerazione dei tempi di consegna.

"Il mercato dei satelliti è uno di quelli che non possiamo perdere, dobbiamo farne parte da subito... il nostro obiettivo è diventare player globali", ha dichiarato l'AD di Leonardo, Roberto Cingolani, sottolineando l'ambizione strategica del progetto. L'iniziativa non è solo industriale, ma mira a consolidare la sovranità tecnologica del nostro continente, producendo satelliti a doppio uso, sia civile che militare.

Il nuovo centro produttivo sarà un vero e proprio gioiello di Industria 4.0. Al suo interno, robotica, intelligenza artificiale e tecnologie di digital twin permetteranno di ottimizzare ogni fase, dalla progettazione all'assemblaggio. Il focus sarà soprattutto su satelliti di piccole e medie dimensioni, fondamentali per la creazione delle future grandi costellazioni satellitari in orbita bassa.

I primi progetti che prenderanno vita nella nuova fabbrica sono già di altissimo profilo: dai satelliti della costellazione europea Galileo di seconda generazione, a nuove missioni del programma Copernicus, fino al satellite per la difesa italiana Sicral 3.

L'impatto non si ferma alla grande industria. Il progetto coinvolge un ecosistema di circa 150 piccole e medie imprese del settore, consolidando la filiera spaziale nazionale. Inoltre, un'attenzione particolare è stata data alla sostenibilità: l'edificio è certificato LEED e dotato di pannelli solari, un dettaglio non secondario in un settore proiettato verso il futuro.
 
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