Secondo fonti vicine al dossier citate da Reuters, Yahoo è in trattative avanzate per vendere AOL alla tech company italiana Bending Spoons per una cifra che si aggira intorno a 1,4 miliardi di dollari. L'operazione, se confermata, vedrebbe uno dei nomi più iconici degli albori di internet passare di mano da un colosso americano a uno dei più promettenti "unicorni" europei.
L'accordo non è ancora stato siglato e le negoziazioni potrebbero ancora saltare, ma segnerebbe un nuovo capitolo per AOL, il marchio noto a un'intera generazione per la notifica "You've Got Mail". Attualmente, Yahoo è di proprietà del fondo di private equity Apollo Global Management, che ne ha acquisito il 90% nel 2021 da Verizon.
Bending Spoons, con sede a Milano, si è affermata nel panorama tecnologico europeo grazie a una strategia aggressiva di acquisizione e rilancio di brand digitali.
La mossa si inserisce in una strategia molto più ampia e ambiziosa: quella di creare un vero e proprio ecosistema di servizi digitali interconnessi. Per capire il senso dell'operazione, basta guardare allo "shopping" che la tech company milanese, valutata 2,55 miliardi di dollari, ha fatto negli ultimi anni, mettendo insieme un portafoglio di brand come Evernote per la produttività, WeTransfer per il file sharing, e le pesanti acquisizioni nel mondo video come Vimeo e Brightcove, senza dimenticare la piattaforma per eventi Meetup, servizi che totalizzano 300 milioni di utenti mensili. In questo scenario, AOL non è il punto d'arrivo, ma il potenziale contenitore.
Con la sua enorme base di utenti e la sua natura di portale di contenuti, potrebbe diventare il punto d'accesso principale all'universo Bending Spoons, un "hub" per veicolare gli utenti verso gli altri servizi a pagamento del gruppo, dalla creazione di video all'organizzazione di eventi.
Il modello di business di Bending Spoons è chiaro: acquisire aziende tecnologiche con un grande potenziale ma in difficoltà, per poi ristrutturarle e integrarle. Questo processo di "rivitalizzazione" punta a massimizzare le sinergie, anche a costo di decisioni difficili come i tagli al personale già visti in passato per altre società acquisite.
Con AOL, l'azienda non sta comprando solo un pezzo di storia di internet, ma una piattaforma con un traffico ancora rilevante e un brand con una riconoscibilità globale. Un passo fondamentale per un'azienda che, da unicorno italiano, punta a diventare un player globale nel settore tecnologico.