Discord ha annunciato una svolta radicale che impatterà milioni di utenti: a partire dal prossimo mese, la piattaforma estenderà a livello globale la verifica dell'età. Come riportato dal comunicato ufficiale, il sistema imposterà automaticamente tutti gli account su un'esperienza limitata e "adatta agli adolescenti", a meno che l'utente non dimostri in modo inequivocabile di essere maggiorenne. La mossa risponde alle crescenti pressioni legali internazionali per la tutela dei minori online, ma solleva inevitabili questioni sulla privacy e sull'anonimato che hanno sempre caratterizzato l'app.
Per la maggior parte degli adulti, il passaggio potrebbe essere indolore. Discord utilizzerà un modello di inferenza che analizza l'anzianità dell'account, i dati del dispositivo e i modelli di attività per stimare l'età dell'utente, assicurando che non verranno letti i messaggi privati per questo scopo. Tuttavia, se l'algoritmo non riesce a confermare la maggiore età o se l'utente desidera accedere a contenuti sensibili, il sistema richiederà una prova concreta. Per rimuovere le restrizioni, sarà necessario inviare un video selfie analizzato dall'AI (una stima facciale che rimane sul dispositivo, non un riconoscimento biometrico) oppure caricare la foto di un documento d'identità gestito da un fornitore terzo.
Le limitazioni per chi non si verifica saranno pesanti. Gli utenti considerati "non adulti" non potranno accedere ai server o ai canali age-restricted (che appariranno oscurati da una schermata nera), non avranno il permesso di parlare nei canali "stage" simili alle dirette streaming e subiranno filtri sui contenuti grafici. Inoltre, i messaggi diretti (DM) provenienti da sconosciuti verranno automaticamente filtrati in una casella separata.
Savannah Badalich, responsabile delle policy di prodotto, ha ammesso che l'azienda prevede un calo dell'utenza a causa di queste barriere, ma ha ribadito che i dati dei documenti vengono eliminati immediatamente dopo la verifica, cercando di rassicurare un pubblico ancora scosso dalla violazione dei dati subita da un ex fornitore di Discord lo scorso ottobre.