Discussione Il CEO Nvidia afferma che imparare i linguaggi di programmazione è diventato una perdita di tempo

SmoonStyle

Utente Platinum
11 Maggio 2014
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"Tutti nel mondo ora sono programmatori grazie all'AI " sono state le parole rilasciate dal CEO di Nvidia Jensen Huang durante un'intervista al World Government Summit di Dubai nel quale ha dichiarato che imparare a programmare non è più necessario grazie agli strumenti di intelligenza artificiale. Esorta inoltre le persone a dedicarsi ad altre discipline quali biologia, istruzione, produzione o agricoltura.

“Negli ultimi quindici anni abbiamo sempre detto che sarebbe stato vitale per i nostri bambini imparare la computer science, come programmare i computers. In realtà è quasi esattamente l’opposto”.

Il pubblico di fronte a questo genere di affermazione si è diviso principalmente in due parti: un lato in cui concordano affermando che con l'utilizzo degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale (il primo fra tutti il famoso ChatGPT) consentono di creare codici in modo semplice e intuitivo ampliando nuove possibilità ad un più ampio pubblico.

Dall'altro lato c'è chi sostiene che la figura cardine del programmatore potrebbe. Tuttavia, riconoscendo i progressi compiuti, sottolineano come la qualità del codice generato non sia sempre ottimale e come manchi ancora la capacità di gestire compiti complessi e creativi. Inoltre, si evidenzia come la programmazione non sia solo una questione di scrittura del codice, ma includa anche la capacità di risolvere problemi, ragionare logicamente e comprendere le architetture software. Competenze queste, che difficilmente possono essere automatizzate completamente.

Infine ci sono altri utenti che credono che sia semplicemente tutta una trovata pubblicitaria (marketing) per poter vendere maggiormente e anche a costi più elevati i propri prodotti. Dal momento che così facendo verrebbe tutto demandato all'intelligenza artificiale disincentiverebbe l'apprendimento, lasciando tutto nelle mani di chi invece continuando nello studio e investendo nelle proprie abilità arriva a creare ottimi programmi e a ottenere profitto.

Tutto questo si può racchiudere con l'interrogativo: ma serve ancora imparare a programmare?

E' complicato rispondere dato che entrano in gioco diversi fattori, come gli obiettivi individuali e il contesto lavorativo, tuttavia è chiaro che l'intelligenza artificiale sta cambiando il panorama della programmazione e che è importante essere consapevoli di queste evoluzioni. Per rimanere competitivi nel mercato del lavoro, è fondamentale sviluppare competenze trasversali come l'apprendimento continuo, la flessibilità e la capacità di adattarsi alle nuove tecnologie. In aggiunta alla programmazione tradizionale, diventa sempre più importante acquisire familiarità con gli strumenti di intelligenza artificiale e imparare a utilizzarli in modo efficace per potenziare le proprie capacità.

In definitiva, il futuro della programmazione sarà caratterizzato da una coesione tra l'intelligenza artificiale e le capacità umane le une imprenscindibil dalle altre. L'AI non sostituirà per certo i programmatori, ma ne amplierà le possibilità e li aiuterà a svolgere il loro lavoro in modo più efficiente e creativo.

C'è da dire che il CEO di Nvidia è un convinto sostenitore dell'intelligenza artificiale e il suo successo ne è la prova. Nvidia domina il mercato dell'hardware AI di fascia alta, Huang si è posizionato come uno dei leader più influenti nel panorama tecnologico odierno. Nvidia controlla circa l'80% del mercato dell'hardware AI di fascia alta, una posizione di dominio che le conferisce un enorme potere e influenza nel settore. Non solo, il successo di Nvidia ha reso Huang la ventunesima persona più ricca del mondo, con un patrimonio stimato di circa 70 miliardi di dollari.
 
l'avevo sentita... Onestamente avendo avuto modo di provare GPT4 posso confermare.

Io da sviluppatore senior (con oltre 5 anni di esperienza fullstack) non posso che confermare. Basta solamente avere un'infarinatura generale di programmazione e con l'AI si può fare "quasi" tutto.
 
Ultima modifica:
sicuramente. Leggevo di alcuni studi (per ora) di modelli AI abbinati e computer quantistici che riescono a rompere chiavi RSA ritenute sicure... follia
Potresti postare un link agli studi che hai letto? Sarebbe molto interessante. Fino ad ora nemmeno i computer quantistici sono in grado di violare RSA: dovrebbero implementare l'algoritmo di Shor, ma quest'ultimo richiede una potenza di calcolo, in cubit, che i computer quantistici ancora non possiedono. A livello teorico un computer quantistico potrebbe violare RSA, ma a livello pratico è ancora inattuabile.
Messaggio unito automaticamente:

ma serve ancora imparare a programmare?
La risposta è molto complessa, come accennavi. Sicuramente, a breve termine, la figura del programmatore avrà ancora un ruolo rilevante: spesso l'IA scrive del codice pessimo e pieno di errori. Nonostante sia in grado di risolvere problemi semplici, non si può dire lo stesso per problemi complessi e articolati. Io ho provato la versione gratuita di chatGPT e posso assicurarvi che, non solo scrive codice errato, ma commette errori molto grossolani di logica. Anche se questi difetti fossero eliminati nella versione a pagamento, il problema sostanziale dell'IA è che pecca di creatività e problem-solving.

Per risolvere problemi oppure inventare soluzioni occorre creatività. Le IA, da questo punto di vista, possono sembrare complesse, ma sono stupide: si limitano a collezionare grandi quantità di dati e riescono a risolvere un problema solo se prima hai dato in pasto loro centinaia di altri problemi simili, con tanto di soluzioni annesse. Oppure si limitano a fornire un'informazione da te cercata, prelevandola da un enorme database di informazioni. Una persona acuta, invece, può inventare da zero soluzioni e risolvere un problema, nonostante sia la prima volta che gli capiti quel determinato grattacapo. Prova a chiedere a chatGPT di risolvere un dilemma scientifico ancora irrisolto...sarà capace? Per adesso no: sarà sicuramente un uomo a portare l'asticella della scienza un po' più in alto.

Quello che cambia tra macchina e uomo è l'efficienza. ChatGPT può reperire molto più velocemente le informazioni di me, può scrivere il codice più velocemente di me, ma non è ancora in grado di sostituire una persona intelligente: in quanto quest'ultima risolve problemi, mentre chatGPT no. L'IA, per il momento, è ancora uno strumento di supporto e si ferma lì. Posso usarlo per scrivere le parti più noiose e ripetitive del codice, ma se si tratta di pensare, allora chatGPT deve farsi da parte.

Per introdurre vera intelligenza all'interno di una macchina occorre renderla più biologica: le risposte sono sempre nella natura, che raggiunge un livello di complessità molto superiore a quello dei nostri dispositivi elettronici. Mentre le nostre invenzioni elettroniche hanno tuttavia una logica piuttosto lineare, quelle della natura sonno regolate dal caos e dalla casualità, ma è così che nasce l'intelligenza. Perché si cerca di rendere il funzionamento dell' IA il più possibile simile ad una rete neurale? Perché è il prossimo passo per rendere i robot realmente intelligenti e sensienti, quindi creativi. Lo stesso discorso vale per gli sciami di droni, essi cercano di replicare il comportamento degli stormi dei volatili o di altre specie: singolarmente un drone è stupido, così come lo è il volatile, ma nello sciame si sviluppa un'intelligenza collettiva, che porta il gruppo a raggiungere tutti i suoi obiettivi. Ora, questa intelligenza non consiste nell'elemento individuale, ma nemmeno nella semplice somma delle intelligenze singole, dunque è un'intelligenza emergente che non può essere ridotta alla mera somma delle parti: si tratta della cosiddetta teoria olistica.

Mi sono dilungato un pochino sugli esempi precedenti per arrivare al succo del discorso: l'IA diventerà realmente intelligente solo quando avrà creatività, quindi al suo interno verranno integrate sempre più componenti biologiche. Se non si raggiungerà questo obiettivo, l'IA non potrà mai sostituire l'uomo. Una volta raggiunto il risultato di essere molto più biologica, probabilmente, l'IA sarà in grado di sostituire un uomo in tutto: non credo che manchi tanto tempo, ma non è nemmeno qualcosa di immediato: nell'arco di 30-40 anni cambieranno moltissime cose. A quel punto, magari, potenzialmente tutti noi potremmo smettere di lavorare perché sostituiti in tutto dai robot: forse potremo dedicarci ad altre cose ed avere molto più tempo libero...chissà! Un saluto. ;)
 
Quest'affermazione del CEO nvidia a mio parere è troppo prematura, l'avrà detto per spingere sulla ricerca in AI da cui guadagnano moltissimo per ovvi motivi. Con tutti questi chatbot ci dimentichiamo facilmente che quelle che oggi fanno tanto clamore sono LLM che generano testi o immagini che nulla hanno a che fare con un vero pensiero e con grossi limiti di dimensioni di input e output. Per sostituire quasi tutti i programmatori serve che l'AI fa intere feature su misura usando la logica partendo da richieste più astratte, non snippet di codice brevi su domande tecniche e specifiche e deve fare un lavoro migliore anche sotto l'aspetto della sicurezza, cosa impossibile per gli LLM visto che sono stati addestrati con montagne di codice scritto da umani preso da chissà dove. Con tipi di AI futuri credo si potrà fare ma non abbiamo idea di quando verranno implementati e resi disponibili al pubblico.