News Tech Perplexity propone agli editori di condividere i ricavi delle ricerche AI

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Perplexity AI si è rapidamente affermata come una delle startup più innovative nel campo della ricerca basata sull'intelligenza artificiale, proponendosi come una diretta concorrente di giganti come Google. A differenza dei motori di ricerca tradizionali, Perplexity offre risposte dirette e concise, citando le fonti. Questo approccio, pur garantendole una valutazione miliardaria con investitori del calibro di Jeff Bezos, ha generato crescenti tensioni con il mondo dell'editoria.

Numerosi editori, tra cui testate come Forbes e Condé Nast, hanno accusato la startup di utilizzare i loro contenuti senza autorizzazione per generare riassunti che dirottano il traffico dai loro siti. La situazione si è aggravata con azioni legali per violazione del copyright intentate da colossi dell'informazione come News Corp e il New York Times, alimentando un clima di scontro e sfiducia.

In risposta a questo scenario, Perplexity ha annunciato un'iniziativa che potrebbe segnare una svolta nelle relazioni tra IA ed editoria, lanciando un nuovo programma di condivisione dei ricavi. L'obiettivo, come dichiarato dal CEO Aravind Srinivas, è quello di "creare un modello di business più equo per l'era dell'intelligenza artificiale", in cui anche gli editori possano essere finalmente remunerati per il loro lavoro.

La startup ha stanziato un fondo iniziale di 42,5 milioni di dollari da distribuire tra i partner che aderiranno al programma, basato su un nuovo servizio in abbonamento chiamato Comet Plus. Gli utenti pagheranno 5 dollari al mese per accedere a una selezione di contenuti premium, e di questi introiti l'80% verrà girato direttamente agli editori, mentre Perplexity tratterrà il 20%.

I pagamenti avverranno in base a tre modalità di utilizzo dei contenuti: quando generano traffico diretto, quando appaiono nelle risposte a una ricerca o quando vengono usati dall'assistente AI per completare un'attività. Jessica Chan, responsabile delle partnership di Perplexity, ha definito il tradizionale modello basato su traffico e click come "un modello superato", sottolineando la volontà di creare un nuovo e più giusto standard di compensazione.

Sebbene non siano ancora stati resi noti i nomi degli editori che hanno già aderito, Perplexity ha confermato di essere in trattativa con partner precedenti come Time, il Los Angeles Times e Fortune. Questa mossa rappresenta uno dei primi tentativi concreti di creare un sistema di revenue sharing strutturato, una possibile via d'uscita dal conflitto che minaccia il futuro dell'informazione nell'era dell'intelligenza artificiale generativa.
 
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