Il lancio dell'atteso ecosistema hardware di Valve — che comprende Steam Machine, Steam Frame e Steam Controller — slitta ufficialmente. Previsti inizialmente per l'inizio del 2026 (con alcune conferme ufficiose per il primo trimestre), i dispositivi arriveranno ora, nel migliore dei casi, nella prima metà dell'anno. La causa principale è una nuova crisi globale dei componenti: la carenza di memorie e storage sta colpendo duramente l'industria, costringendo l'azienda di Gabe Newell a rivedere le tempistiche di spedizione.
Il problema non è solo il "quando", ma soprattutto il "quanto". Valve ha ammesso di dover ricalcolare i prezzi di listino "il prima possibile". I costi della RAM sono triplicati, se non quadruplicati, a causa della domanda massiccia da parte dei server destinati all'AI, un settore molto più redditizio per i produttori di memorie rispetto al gaming consumer. Se l'obiettivo originale era posizionare la Steam Machine vicino alla fascia "entry level" del mondo PC e il visore Frame sotto i 999 dollari (circa 920 euro, tasse escluse), ora mantenere questi target sembra un'impresa quasi impossibile.
Nonostante le rassicurazioni di Lisa Su, CEO di AMD, che ieri ha confermato che l'hardware è "sulla buona strada dal punto di vista del prodotto", la realtà economica è diversa. La Steam Machine si presenta come un cubo compatto (circa 16 cm per lato) progettato per il salotto, equipaggiato con CPU AMD Zen 4 e GPU RDNA 3, capace di offrire una potenza sei volte superiore a Steam Deck. Tuttavia, con 16GB di DDR5 e SSD fino a 2TB, la componentistica interna è proprio quella più colpita dai rincari attuali. Valve conferma che l'obiettivo di spedire entro giugno resta, ma senza prezzi definiti, l'incertezza regna sovrana.