Microsoft ha fissato la data di scadenza per uno dei suoi sistemi operativi di maggior successo: a partire dal 14 ottobre 2026, Windows 10 non riceverà più aggiornamenti di sicurezza né supporto tecnico, solo per chi ha collegato la propria installazione di Windows 10 a un account Microsoft, per tutti gli altri, invece dal 14 ottobre 2025.
Manca un anno, quindi, alla conclusione ufficiale del suo ciclo di vita. La decisione, come riportato da diverse testate internazionali, non è una semplice nota a piè di pagina per addetti ai lavori, ma un bivio cruciale che mette in difficoltà milioni di persone i cui PC, pur essendo perfettamente funzionanti, non soddisfano i rigidi requisiti hardware per passare a Windows 11.
Nonostante Windows 11 sia sul mercato da tempo, Windows 10 è ancora incredibilmente diffuso. Stando ai dati più recenti di StatCounter, quasi il 40% degli utenti Windows a livello globale utilizza ancora il sistema operativo lanciato nel 2015. Una fetta importante di questo pubblico è composta da gamer: Valve, la società dietro la piattaforma Steam, riporta che circa il 30% dei suoi utenti gioca ancora su Windows 10, a dimostrazione della sua stabilità e popolarità.
Il problema principale non è la pigrizia, ma un blocco hardware imposto da Microsoft. Per installare Windows 11 sono necessari processori relativamente recenti (in genere Intel di ottava generazione o AMD Zen 2 in su) e un chip di sicurezza specifico chiamato TPM 2.0. Questi requisiti tagliano fuori un'enorme quantità di computer venduti solo pochi anni fa, creando un paradosso: macchine potenti e funzionanti sono considerate "obsolete" solo a causa di una decisione software.
Consapevole del potenziale caos e delle critiche legate all'obsolescenza programmata, Microsoft ha annunciato per la prima volta un programma di Aggiornamenti di Sicurezza Estesi (ESU) anche per gli utenti privati. In pratica, chi non può o non vuole cambiare PC potrà pagare per ricevere le patch di sicurezza critiche per un massimo di tre anni. Sebbene i prezzi ufficiali per l'Italia non siano ancora stati comunicati, le stime internazionali indicano un costo di circa 61 dollari per il primo anno, con il prezzo destinato a raddoppiare ogni anno successivo.
La freddezza verso Windows 11, tuttavia, non è solo legata all'hardware. Molti utenti si sono dimostrati scettici verso la spinta aggressiva di Microsoft verso i propri servizi, come il browser Edge e l'assistente AI Copilot, oltre all'obbligo di usare un account Microsoft per l'installazione. Con un potenziale Windows 12 già all'orizzonte, in molti si chiedono se abbia davvero senso affrontare la transizione ora, o se sia meglio resistere il più a lungo possibile con il fidato Windows 10.