Un recente e dettagliato report pubblicato dall'Atlantic Council, e ripreso da autorevoli testate come Ars Technica, rivela un cambiamento epocale e preoccupante nel mercato globale della sorveglianza digitale: gli Stati Uniti sono ora i più grandi investitori in spyware commerciale. Questa industria, spesso operante in zone d'ombra, ha fornito gli strumenti per la sorveglianza segreta di giornalisti, attivisti per i diritti umani, politici e diplomatici, sollevando gravi minacce per i diritti fondamentali e la sicurezza nazionale. L'analisi mette in luce un paradosso profondo: mentre il governo statunitense adotta misure per contrastare l'abuso di questi software, il capitale americano continua a finanziare le stesse aziende che Washington cerca di limitare.
Nel corso del 2024, sono stati identificati ben 20 nuovi investitori con sede negli Stati Uniti, portando il numero totale di finanziatori americani in questo settore a 31. Questa crescita ha permesso agli USA di superare nettamente altri paesi storicamente centrali in questo mercato, come Israele (con 26 investitori), l'Italia (12) e il Regno Unito. Il rapporto dell'Atlantic Council, basato su un'analisi di 561 entità in 46 nazioni, mostra come il mercato non solo sia in salute, ma in continua espansione.
Tra i nomi degli investitori statunitensi figurano colossi della finanza come i fondi hedge D.E. Shaw & Co. e Millennium Management, la società di trading Jane Street e il gigante dei servizi finanziari Ameriprise Financial. Secondo il report, tutti questi attori hanno indirizzato fondi verso Cognyte, un fornitore israeliano di software per l'intercettazione legale, accusato di essere collegato a violazioni dei diritti umani in paesi come l'Azerbaigian e l'Indonesia.
Un caso emblematico di questo trend è la recente acquisizione di Paragon Solutions, un noto venditore di spyware israeliano, da parte di AE Industrial Partners, una società di private equity della Florida specializzata in sicurezza nazionale. Paragon è tornata alla ribalta quando il suo contratto con l'agenzia per l'immigrazione statunitense (ICE) è stato improvvisamente riattivato dopo una lunga pausa, una mossa definita "estremamente preoccupante" da diverse organizzazioni della società civile. La stessa azienda era stata collegata a presunti illeciti in Europa, dove il suo spyware Graphite sarebbe stato utilizzato per colpire giornalisti e attivisti italiani, come confermato da un'indagine del Citizen Lab dell'Università di Toronto.
L'analisi dell'Atlantic Council, tuttavia, va oltre i semplici investimenti, descrivendo un mercato globale in piena evoluzione. Il database è stato ampliato per includere nuovi venditori, come l'israeliana Bindecy e l'italiana SIO, ma soprattutto per far luce su una catena di fornitura opaca composta da rivenditori, broker e intermediari. Queste entità, spesso società di facciata, agiscono come anelli di congiunzione tra produttori e acquirenti finali, oscurando le connessioni e rendendo estremamente difficile tracciare le responsabilità. Come sottolinea Sarah Graham, co-autrice del report, questa rete complessa "crea una sfida per le misure di accountability", eppure questi intermediari non sono ancora al centro delle risposte politiche.
La scoperta più allarmante, forse, è la profonda contraddizione tra le azioni politiche dell'amministrazione Biden e la realtà dei mercati finanziari. Nonostante l'introduzione di un ordine esecutivo per limitare l'uso di spyware da parte del governo, restrizioni commerciali e sanzioni, l'industria continua a prosperare grazie ai dollari americani. Un esempio lampante è quello di Saito Tech (ex Candiru), un'azienda inserita nella "Entity List" del Dipartimento del Commercio statunitense dal 2021, che nel 2024 ha ricevuto un nuovo investimento dalla società americana Integrity Partners. Questo dimostra, secondo Jen Roberts dell'Atlantic Council, che "i segnali del governo statunitense non sono stati sufficienti a scoraggiare gli investimenti in questa tecnologia".
La questione assume contorni ancora più personali quando si scopre da dove provengono alcuni di questi capitali. Le analisi sulla performance degli investimenti di AE Industrial Partners, l'acquirente di Paragon, mostrano che la società è stata sostenuta da diversi fondi pensione statunitensi, tra cui quelli dei dipendenti della Contea di Contra Costa e dei vigili del fuoco di Houston e Baltimora. In altre parole, parte del denaro destinato alla pensione di comuni cittadini americani potrebbe essere stato utilizzato per finanziare un'industria controversa, spesso all'insaputa degli stessi risparmiatori.
Mentre la politica dell'amministrazione Trump in questo campo non è ancora definita, gli esperti chiedono azioni più incisive. La raccomandazione principale è quella di ampliare la portata dell'Ordine Esecutivo 14105, che già regola gli investimenti all'estero in tecnologie sensibili come AI e semiconduttori, per includere esplicitamente anche gli spyware.
Inoltre, viene sottolineata l'importanza di mantenere le restrizioni sull'acquisto di tali tecnologie da parte del governo, utilizzando il potere d'acquisto degli Stati Uniti come uno strumento fondamentale per plasmare e contenere un mercato globale sempre più pervasivo e difficile da controllare.