Secondo quanto riportato dal Financial Times, OpenAI sta elaborando un ambizioso piano quinquennale per sostenere impegni di spesa che superano il trilione di dollari. L'obiettivo della società guidata da Sam Altman è finanziare la creazione di un'infrastruttura per l'intelligenza artificiale senza precedenti, consolidando la sua posizione di leader mondiale del settore.
Per far fronte a questi costi colossali, l'azienda sta esplorando nuove e aggressive strategie di business. Il piano prevede di diversificare le entrate attraverso prodotti su misura per governi e grandi aziende, nuove funzionalità di shopping integrate in ChatGPT e la monetizzazione di servizi come il generatore di video Sora. Parallelamente, OpenAI sta valutando l'ingresso nella pubblicità online e lo sviluppo di hardware proprietario, come un assistente personale intelligente.
La dimensione dell'investimento è sbalorditiva. Negli ultimi mesi, Altman ha stretto accordi con giganti come Oracle, Nvidia e AMD per una capacità di calcolo superiore a 26 gigawatt, un fabbisogno energetico paragonabile a quello di quasi 20 reattori nucleari. Questa mossa è fondamentale per sostenere progetti come il super data center "Stargate", sviluppato in collaborazione con Microsoft.
Attualmente, i ricavi di OpenAI, stimati in 13 miliardi di dollari annui, non sono sufficienti a coprire tali spese. Gran parte delle entrate proviene dagli abbonamenti a ChatGPT Plus, sottoscritti però solo dal 5% degli oltre 800 milioni di utenti regolari. L'azienda punta a raddoppiare il numero di abbonati e sta testando piani più economici in mercati emergenti. Per il mercato italiano, il costo dell'abbonamento standard è di circa 23 euro al mese.
La strategia finanziaria di OpenAI appare audace e non convenzionale. Invece di puntare alla redditività immediata – definita da Altman "non tra le mie prime 10 preoccupazioni" – l'azienda intende sfruttare la solidità dei suoi partner. L'approccio, descritto da un dirigente come "fare leva sui bilanci altrui", permette a OpenAI di costruire la sua infrastruttura ora, posticipando i costi operativi e scommettendo su una crescita esponenziale futura.
Questa gigantesca scommessa finanziaria sta creando nervosismo nel settore, alimentando i timori di una bolla speculativa legata all'AI. Tuttavia, OpenAI è convinta che un aumento della potenza di calcolo si tradurrà direttamente in maggiori ricavi e che, se necessario, potrà continuare a raccogliere fondi dagli investitori. Una mossa che ridefinisce le regole del gioco e alza drasticamente l'asticella per chiunque voglia competere nel campo dell'intelligenza artificiale.