Stando a un annuncio congiunto, Nvidia e OpenAI hanno siglato una partnership strategica destinata a ridefinire le fondamenta dell'intelligenza artificiale. L'accordo prevede che Nvidia fornisca a OpenAI sia la potenza di calcolo che le risorse economiche per sviluppare i modelli AI di prossima generazione, accelerando la corsa verso la cosiddetta "superintelligenza".
L'intesa è monumentale nei numeri. Nvidia supporterà la costruzione di almeno 10 gigawatt di datacenter AI, un arsenale che si traduce in milioni di GPU dedicate. Per sostenere questo sforzo, il colosso dei chip intende investire fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, un finanziamento che verrà erogato progressivamente con l'attivazione di ogni nuovo gigawatt. "Questo investimento e questa partnership infrastrutturale segnano il prossimo balzo in avanti", ha dichiarato Jensen Huang, CEO di Nvidia. La prima fase del progetto è prevista per la seconda metà del 2026 e si baserà sulla futura piattaforma "Vera Rubin" di Nvidia.
"Tutto inizia dalla potenza di calcolo", ha spiegato Sam Altman, CEO di OpenAI, sottolineando come questa infrastruttura sarà "la base dell'economia del futuro". A fargli eco è Greg Brockman, Presidente di OpenAI, che ha ricordato la stretta collaborazione decennale tra le due aziende: "Siamo entusiasti di implementare 10 gigawatt di calcolo con Nvidia per spingere oltre la frontiera dell'intelligenza". In base all'accordo, Nvidia diventerà un "partner strategico preferenziale" per i piani di crescita di OpenAI.
Questa mossa segna anche un cambiamento strategico cruciale per OpenAI, che diversifica nettamente i suoi partner. L'annuncio arriva dopo che a gennaio Microsoft ha perso l'esclusività come fornitore di calcolo, mantenendo solo un "diritto di prima opzione". Da allora, OpenAI si è mossa rapidamente, avviando la costruzione di datacenter proprietari e siglando un accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle. Secondo indiscrezioni, i rapporti con Microsoft si sarebbero evoluti anche a causa di presunti attriti sulla "clausola AGI" (Artificial General Intelligence), che escluderebbe Microsoft dai profitti una volta che OpenAI raggiungesse un'intelligenza pari o superiore a quella umana.
L'obiettivo finale è chiaro: dare a OpenAI, che ha raggiunto oltre 700 milioni di utenti attivi settimanali, le risorse per realizzare la sua missione di "costruire un'intelligenza artificiale generale che porti benefici a tutta l'umanità". I dettagli finali dell'accordo verranno definiti nelle prossime settimane, ma la direzione è tracciata: il futuro dell'AI sarà costruito su una potenza di calcolo senza precedenti.