News Tech OpenAI comincerà a produrre i suoi chip AI

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OpenAI si prepara a lanciare il suo primo chip proprietario per l'intelligenza artificiale. L'azienda dietro il successo planetario di ChatGPT sta per entrare direttamente nell'arena dell'hardware, con l'obiettivo di placare la sua insaziabile fame di potenza di calcolo e, soprattutto, di ridurre la forte dipendenza dal gigante del settore, Nvidia.

L'operazione, condotta in stretta collaborazione con il colosso dei semiconduttori Broadcom, vedrà la produzione di massa e la spedizione dei nuovi processori già a partire dal prossimo anno. Questa partnership, sebbene vociferata da tempo, ha ricevuto una conferma quasi ufficiale durante una recente chiamata con gli analisti. L'amministratore delegato di Broadcom, Hock Tan, ha parlato di un misterioso nuovo cliente che ha già siglato ordini per un valore di 10 miliardi di dollari. Diverse fonti vicine al dossier hanno confermato che dietro questo cliente si cela proprio OpenAI.

Questa decisione segna un punto di svolta per l'azienda di Sam Altman, che segue così le orme di altri giganti tech come Google, Amazon e Meta. Anche loro, da tempo, hanno intrapreso la strada della progettazione di chip personalizzati, come i TPU di Google o i Trainium di Amazon, per ottimizzare le prestazioni e i costi dei loro carichi di lavoro legati all'AI. La logica è semplice: quando si opera su una scala così vasta, avere un hardware su misura, progettato specificamente per le proprie architetture software, offre un vantaggio competitivo incalcolabile.

Secondo una fonte vicina al progetto, i nuovi chip saranno destinati esclusivamente all'uso interno di OpenAI. Non verranno quindi venduti a clienti esterni, ma serviranno a potenziare i data center che addestrano e fanno funzionare i suoi modelli di intelligenza artificiale, a partire dal tanto atteso GPT-5. La necessità di più potenza di calcolo è un tema su cui Sam Altman insiste da mesi. Di recente, ha dichiarato che l'azienda intende raddoppiare la sua capacità di calcolo nei prossimi cinque mesi, proprio per far fronte alla crescente domanda e alle esigenze dei modelli futuri, che diventano sempre più complessi e costosi da addestrare.

Il mercato ha reagito con immediato entusiasmo alla notizia. La prospettiva che i chip AI personalizzati conquistino una fetta sempre più grande di questo settore in piena espansione ha contribuito a far salire le azioni di Broadcom di oltre il 30% quest'anno. Analisti di spicco, come quelli di HSBC, prevedono addirittura che il business dei chip personalizzati di Broadcom potrebbe mostrare un tasso di crescita superiore a quello di Nvidia entro il 2026.

Questo non significa che il regno di Nvidia sia finito. L'azienda continua a dominare incontrastata il mercato, con una quota che supera l'80%, e i suoi processori rimangono il punto di riferimento per l'intero settore. Tuttavia, la mossa di OpenAI è un segnale inequivocabile che il vento sta cambiando. I principali attori del mondo AI non sono più disposti a dipendere da un unico fornitore e stanno investendo miliardi per costruire una filiera più resiliente e controllata.
 
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