Discussione Ufficiale The Witcher 4: sarà un degno erede del terzo capitolo? - News, teorie e aspettative

Una Discussione Ufficiale punta a raccogliere tutte le informazioni su un argomento o un fatto di attualità, con costanti aggiornamenti da parte del creatore e dei partecipanti.
The Witcher 4: CD Projekt RED non vuole ripetere gli errori del passato riguardo alla documentazione
the-witcher-4-cd-projekt-red-non-vuole-ripetere-gli-errori-del-passato-riguardo-alla-documentazione-cover6a0dab2963dcf.jpg


CD Projekt RED ha preparato bene il terreno prima di iniziare lo sviluppo di The Witcher 4. Infatti, lo studio polacco ha saputo fare autocritica per abbandonare alcune pratiche un po’ antiquate che hanno danneggiato alcuni dei suoi progetti.

Durante una tavola rotonda, Jarosław Ruciński e Adrian Fulneczek, redattori tecnici presso CD Projekt RED, sono tornati sul delicato tema della documentazione. Hanno rivelato che durante la produzione dei primi giochi dello studio, quasi nulla era stato documentato in modo chiaro.

Di conseguenza, sono emersi evidenti problemi durante la realizzazione del remake di The Witcher 1, poiché le conoscenze dell'epoca non erano state conservate. Fortunatamente, una parte del team dello studio Fool's Theory era già presente al momento dello sviluppo del titolo originale.

Per Cyberpunk 2077, l'azienda ha fatto il contrario, realizzando questa volta più di 8.000 documenti tecnici. Il risultato è che quelli relativi al DLC «Phantom Liberty» sono stati sparsi tra il cloud e gli archivi interni all'azienda. Creando, tra l'altro, una grande confusione nel ritrovare dati precisi.

Quindi, per The Witcher 4 e Cyberpunk 2, CD Projekt ha rivisto la sua strategia.

"Il futuro si preannuncia molto promettente. Abbiamo imparato la lezione dal passato. Abbiamo nuovi requisiti, in particolare una nuova definizione di cosa sia un progetto completato.

Come sai, ogni progetto, ogni gioco, passa attraverso fasi di sviluppo, e ora ogni fase si conclude con una convalida. La documentazione fa parte dei requisiti per superare questa convalida, cosa che prima non era.

A differenza di prima, oggi le nostre conoscenze non sono più compartimentate tra i team e soggette ad autorizzazioni specifiche. È una risorsa condivisa. Se un team che lavora, ad esempio, su The Witcher trova una soluzione a un problema specifico, il team di Cyberpunk può consultarla, trarne ispirazione, integrarla nel proprio codice ed eventualmente modificarla leggermente.
"
 
The Witcher 4 non avrà espansioni, per una buona ragione: ne parla il CEO di CD Projekt
the-witcher-4-non-avrA-espansioni-buona-ragione-parla-ceo-cd-projekt-v4-881274-1280x720.webp


Dopo aver annunciato a sorpresa The Witcher 3 Songs of the Past, il co-CEO di CD Projekt Michal Nowakowski illustra i piani di sviluppo della nuova trilogia di The Witcher, una strategia che non prevede espansioni per una buona ragione.

Intervenuto a margine dell'ultima riunione con gli azionisti di CD Projekt RED, il massimo esponente della casa di sviluppo polacca ha riflettuto sugli impegni futuri della compagnia e, nel riferirsi in maniera specifica alla serie di The Witcher, ha spiegato che "i nostri piani sono davvero ambiziosi: vogliamo pubblicare tre videogiochi di The Witcher in un arco temporale massimo di sei anni. Ad essere sinceri, sarebbe difficile per noi aggiungere un'espansione alla scaletta di sviluppo della prossima trilogia di The Witcher, o almeno questo è ciò che abbiamo deciso stante la situazione attuale".

L'espansione Songs of the Past di The Witcher 3, di conseguenza, sarà un'eccezione, considerando l'intenzione dichiarata dai vertici di CDPR di focalizzarsi esclusivamente nello sviluppo di nuovi videogiochi della serie di The Witcher che possano offrire delle esperienze interattive 'complete' sin dal lancio, con storie, gameplay e contenuti da ampliare solo attraverso dei veri e propri sequel, e questo già a partire da The Witcher 4 che girerà sulla versione più avanzata di Unreal Engine 5 e verterà attorno alle gesta dell'allieva di Geralt di Rivia, Ciri.
 
Basta con The Witcher 3, è ora di guardare avanti!
the-witcher-3-wild-hunt-songs-of-the-past-expansion-dlc-anno_gatw.jpg


Può capitare che la nostalgia smetta di essere un omaggio e diventi una scusa. CD Projekt Red si è invischiata in una situazione del genere il 27 maggio scorso, quando ha annunciato Songs of the Past, terza espansione di The Witcher 3: Wild Hunt.

Un gioco del 2015. Fra undici anni dall'uscita originale, dodici al momento della pubblicazione prevista nel 2027, lo studio polacco ha deciso che il modo migliore per dimostrare di essere ancora rilevante fosse tornare da Geralt un'altra volta. Come se andare avanti fosse troppo complicato.

Sia chiaro: non è una questione di qualità. The Witcher 3 è uno dei giochi più importanti della storia recente del medium, con oltre sessanta milioni di copie vendute e più di duecentocinquanta premi come miglior gioco dell'anno. Il problema non è il gioco, il problema è di fatto la dipendenza verso lo stesso. CD Projekt Red si è innamorata della propria opera più famosa al punto da non riuscire a staccarsi, e ogni volta che torna a bussare a quella porta trasmette un segnale preciso al mercato: non si fida del futuro.

Vale la pena ricordare come è andata. L'annuncio di Songs of the Past non era nemmeno pianificato per quel giorno. Un leak dal Red Launcher ha costretto CD Projekt Red ad anticipare la rivelazione, che era originariamente programmata per un REDstream del giorno successivo. Lo studio ha cercato di trasformarlo in un momento simpatico, con il solito tono entusiasta sui social, ma la sostanza rimane: il pubblico ha scoperto l'espansione da uno screenshot trapelato, non da una presentazione curata. Un esordio che racconta qualcosa.

Lo sviluppo è affidato a Fool's Theory, team noto per The Thaumaturge e già coinvolto come supporto durante la produzione del gioco base. Una scelta che ha una logica industriale evidente: Fool's Theory conosce l'universo Witcher, ha esperienza con il materiale, e in teoria è la scelta giusta per un contenuto di questo tipo. Sulla carta funziona. Nella pratica, però, emerge un problema strutturale che nessun comunicato stampa riesce a nascondere.

Secondo un recente report di Noble Securities, gran parte del team di sviluppo dei
Fool's Theory inizialmente assegnato al remake del primo The Witcher sarebbe stata spostata per contribuire ai lavori su The Witcher 4. Di conseguenza, l'uscita del remake è ora prevista per il 2028.
E adesso lo stesso studio deve anche occuparsi di Songs of the Past. Un team che lavora su tre progetti legati alla stessa franchise, con risorse che evidentemente vengono spostate a seconda delle priorità del momento. Non è una gestione solida.

Parliamo del remake del primo The Witcher, perché è da lì che emerge la contraddizione più grande. CD Projekt Red ha annunciato nel 2022 che il primo gioco della serie stava ricevendo una ricostruzione completa in Unreal Engine 5, con Fool's Theory incaricata di guidare il progetto con la supervisione creativa dello studio principale.

Da quel momento silenzio quasi totale. Nessuna immagine concreta, nessun aggiornamento significativo, nessuna finestra di lancio confermata. Il progetto esiste come voce di corridoio, come promessa sospesa.

Questo è un problema serio. Il remake del primo The Witcher non è un prodotto minore: è la fondazione narrativa dell'intera saga, il punto di partenza di Geralt, il titolo che nel 2007 ha stabilito chi fosse CD Projekt Red come studio. Ricostruirlo in Unreal Engine 5 con standard moderni sarebbe un gesto culturalmente significativo, oltre che commercialmente intelligente. Invece giace in attesa, spostato in secondo piano ogni volta che arriva un'altra priorità.

La finestra di lancio del remake è slittata di un anno rispetto alle previsioni precedenti proprio perché Fool's Theory è stata dirottata sui lavori per The Witcher 4. E adesso che lo stesso team viene coinvolto in Songs of the Past, la domanda diventa lecita: quando arriverà quel remake? Tra quanto tempo CD Projekt Red troverà il modo di comunicare un'altra proroga, stavolta con tono più entusiasta e un teaser curato?

C'è poi The Witcher 4, il capitolo principale della nuova trilogia, quello con Ciri come protagonista, quello che dovrebbe segnare la vera svolta generazionale dello studio. Su questo gioco è lecito aspettarsi molto: cambio di protagonista, cambio di tono, cambio di prospettiva narrativa. Una scommessa coraggiosa, almeno sulla carta.

Il punto è che ogni risorsa investita in Songs of the Past è una risorsa non investita in The Witcher 4 o nel remake del primo capitolo. CD Projekt Red non è uno studio con risorse infinite. Dopo le difficoltà note legate al lancio disastroso di Cyberpunk 2077 nel 2020, lo studio ha lavorato anni per ricostruire la propria credibilità. L'ha fatto bene, con Phantom Liberty e con gli aggiornamenti successivi. Ma la lezione dovrebbe essere che concentrarsi su ciò che funziona, spingendolo verso il futuro, vale più che tornare indietro per sicurezza.

Songs of the Past profuma di sicurezza. Di quella sicurezza che ti fa scegliere Geralt ancora una volta, un protagonista collaudato, un universo già costruito, una fanbase già conquistata. Il prossimo gioco principale della saga vedrà Ciri come protagonista, il che rende questa probabilmente l'ultima storia importante di Geralt prima che il franchise cambi volto.

Se fosse davvero così, cioè se Songs of the Past fosse pensato come una chiusura, allora avrebbe un senso narrativo preciso. Ma non è presentato come tale. È presentato come un'espansione, un contenuto aggiuntivo per un gioco del 2015, senza dettagli su trama o ambientazione, con una reveal programmata per l'estate 2026 alla Gamescom. Non è una chiusura. È un prodotto.

La domanda vera è questa: di cosa ha bisogno CD Projekt Red per riprendere il proprio posto tra i grandi? Non di un altro capitolo di The Witcher 3. Ha bisogno di dimostrare che The Witcher 4 è all'altezza delle aspettative, che il cambio di protagonista funziona, che lo studio sa costruire qualcosa di nuovo senza appoggiarsi al passato. Ha bisogno di far vedere il remake del primo capitolo in uno stato concreto, con materiale reale, con una finestra credibile. Ha bisogno, in sintesi, di coraggio industriale.

Il coraggio industriale non è fare un DLC di un gioco di dodici anni. È mettere tutte le risorse su ciò che viene dopo, accettare il rischio che comporta, e presentarsi al pubblico con qualcosa di nuovo da difendere. CD Projekt Red lo sa fare: lo ha dimostrato con The Witcher 3 stesso, che nel 2015 era una scommessa enorme su un mondo aperto di quella scala. Il problema è che da allora ha capito quanto sia più comodo restare dov'è sicuro.

Songs of the Past potrebbe essere un ottimo DLC. Fool's Theory ha le competenze, il materiale è ricco, e Geralt rimane un personaggio capace di reggere qualsiasi storia. Ma il fatto stesso che esista, in questo momento, con questa tempistica, racconta di uno studio che preferisce guardare indietro invece di costruire quello che verrà. E questo, per una software house che ha cambiato il panorama dei giochi di ruolo, è la cosa più deludente di tutte.
 
Probabilmente The Witcher 4 non avrà più delle espansioni
probabilmente-the-witcher-4-non-avra-piu-delle-espansioni-cover6a1d652354525.jpg

Le notizie sulla saga di The Witcher sono davvero scottanti. Il terzo capitolo riceverà la sua espansione «Songs of the Past» nel 2027, sono in sviluppo un titolo multiplayer e un remake del primo episodio, e aspettiamo con impazienza The Witcher 4 sin dal suo annuncio nel dicembre 2024.

È proprio questo quarto gioco a interessarci oggi, grazie a una dichiarazione di Michał Nowakowski, il CEO di CD Projekt RED. Durante l'ultima conference call con gli investitori, gli è stato chiesto delle possibili espansioni future per i prossimi giochi della saga. Di solito, lo studio polacco propone sempre grandi DLC per i suoi giochi di ruolo. Ma forse questa volta non sarà così…

Infatti, Nowakowski ha ricordato che i suoi team prevedono di pubblicare tre giochi The Witcher in sei anni, il che renderà molto più difficile il compito di creare espansioni.

"Come hai menzionato nella tua domanda, i piani sono piuttosto ambiziosi. In concreto, si tratta di pubblicare tre giochi The Witcher in sei anni. Ad essere onesti, sarebbe difficile per noi aggiungere un'espansione alla trilogia in arrivo. Ecco a che punto siamo attualmente."
 
The Witcher 4: il grande problema di TW3 sarà risolto dal Combat Designer di God of War?
the-witcher-4-problema-tw3-risolto-combat-designer-god-of-war-v4-882557-1280x720.webp


The Witcher 3: Wild Hunt è spesso citato come uno dei migliori action-RPG mai realizzati, tuttavia sono in tanti a concordare che il sistema di combattimento non fosse tra i punti forti della produzione.

Con il futuro arrivo di The Witcher 4 è lecito aspettarsi qualcosa in più da parte di CD Projekt RED, che per l'occasione si farà dare una mano da una figura professionale di spicco. Secondo quanto emerso di recente, lo studio polacco ha assunto Jacqueline Kate Salsman nel ruolo di Expert Gameplay Designer per lo sviluppo di The Witcher 4. Salsman ha lavorato in precedenza come Senior Combat Designer presso Santa Monica Studio per God of War 2018 e God of War Ragnarok.

Sebbene il sistema di combattimento di The Witcher 3 fosse tutto sommato godibile e funzionale alla narrazione, veniva spesso criticato per una certa legnosità e per la mancanza di una reale profondità tecnica capace di valorizzare le abilità di Geralt. Al contrario, gli ultimi capitoli delle avventure di Kratos sono celebri per un combat system viscerale e altamente appagante, che ha saputo rivoluzionare i canoni della serie Sony. Quest'assunzione suggerisce una decisa svolta da parte di CDPR verso un gameplay più rifinito e spettacolare, specialmente se consideriamo i poteri straordinari di cui dispone Ciri.

In attesa di saperne di più sul nuovo capitolo della saga arriverà The Witcher 3: Songs of the Past, nuova espansione di The Witcher 3 annunciata a 12 anni dal lancio del gioco.
 
Prima di The Witcher 4, in arrivo un Witcher co-op gratis su PC e mobile? Gli ultimi rumor
prima-the-witcher-4-arrivo-witcher-co-op-gratis-pc-mobile-rumor-v3-884172-1280x720.webp


Il pieno coinvolgimento di CD Projekt in The Witcher 3 Songs of the Past fa il paio con le ultime, interessanti indiscrezioni legate alla serie GDR: stando a quanto suggerito da un rumor che sta circolando in rete, CDPR starebbe sviluppando un gioco co-op gratuito di The Witcher per PC e mobile.

Secondo quanto appreso dalle fonti anonime di MP1st, la casa di sviluppo polacca starebbe lavorando segretamente a un action GDR gratuito per PC e dispositivi mobile iOS e Android. Sebbene sulla carta il progetto in questione sembri essere molto simile a The Witcher Sirius, lo spin-off multiplayer affidato agli ex Molasses Flood, a detta dei rumor si tratterebbe di un videogioco completamente diverso.

Le gole profonde di CDPR sostengono inoltre che il titolo co-op gratuito di The Witcher per PC e smartphone dovrebbe essere ambientato nel 1230, in un'epoca in cui Geralt di Rivia era ancora un giovane witcher: il titolo dovrebbe raccontare le gesta compiute da un gruppo di witcher chiamato a esplorare le aree più pericolose del regno per dare la caccia ad abomini, spettri e creature d'ogni sorta. Non dovrebbe mancare nemmeno un complesso albero di abilità, con numerose tecniche di combattimento da padroneggiare insieme a Segni e pozioni portando a termine i contratti.
Nei giorni scorsi, CD Projekt ha confermato che The Witcher 4 non avrà espansioni, per una buona ragione: per la software house polacca sarebbe infatti difficile occuparsi anche della realizzazione di un DLC di grandi dimensioni, considerando che la loro scaletta degli sviluppatori prevede la pubblicazione di tre videogiochi di The Witcher in un arco temporale massimo di sei anni.
 
Secondo Adam Badowski non c’è ancora redenzione per CDPR: The Witcher 4 è il primo passo
the-witcher-4-console-first-development-still-push-pcs-01.webp


CD Projekt Red non ha ancora voltato pagina. A distanza di anni dal lancio disastroso di Cyberpunk 2077, il CEO della compagnia, Adam Badowski, ha dichiarato a Rock Paper Shotgun che lo studio sente ancora il bisogno di completare il proprio percorso di redenzione. E la chiave di volta potrebbe essere il prossimo, attesissimo capitolo della saga: The Witcher 4.

Nonostante le numerose patch e l’espansione Phantom Liberty abbiano risollevato le sorti di Cyberpunk 2077, trasformandolo in un prodotto finalmente solido e apprezzato, la ferita è ancora aperta. Badowski ha spiegato che la percezione interna dello studio è quella di un lavoro non ancora terminato.

“Sentiamo ancora di dover completare il nostro arco di redenzione”, ha affermato il CEO. “Abbiamo lavorato duramente per riconquistare la fiducia dei giocatori con Cyberpunk, ma la storia non è ancora finita. Spero che The Witcher 4 possa essere il capitolo finale di questo percorso”.

Il nuovo capitolo della serie, attualmente in sviluppo con Unreal Engine 5, rappresenta per CD Projekt Red molto più di un semplice sequel. È l’occasione per dimostrare che gli errori del passato sono stati metabolizzati e che lo studio è in grado di lanciare un gioco complesso e ambizioso senza ripetere i tragici passi falsi del 2020.

Badowski ha sottolineato come il team abbia tratto insegnamenti fondamentali dall’esperienza di Cyberpunk 2077, in particolare per quanto riguarda la gestione delle tempistiche di sviluppo e la comunicazione con la community. “Non possiamo permetterci un altro lancio come quello. La pressione è alta, ma siamo pronti. Vogliamo che The Witcher 4 sia il nostro capolavoro, il punto di arrivo di un percorso di crescita”.

Le dichiarazioni del CEO confermano che, nonostante i successi commerciali e il recupero di credibilità, in casa CD Projekt Red la lezione di Cyberpunk 2077 è ancora viva e presente. Il vero riscatto, per lo studio polacco, non sarà completo finché non riuscirà a replicare la magia dei primi The Witcher con un lancio impeccabile. E tutto il mondo dei videogiochi osserva, in attesa di vedere se questa volta la storia avrà un lieto fine.
 
Indietro
Top Bottom