Come confermato da un annuncio ufficiale della Commissione Europea, la piattaforma X è formalmente sotto indagine per aver potenzialmente violato le norme sulla sicurezza digitale. Al centro della controversia c’è Grok, l’intelligenza artificiale di Elon Musk, accusata di facilitare la creazione di deepfake a sfondo sessuale che coinvolgono donne e minori. Bruxelles vuole vederci chiaro e capire se l'azienda abbia "valutato e mitigato adeguatamente i rischi" legati al generatore di immagini della sua AI.
Il problema non è nuovo: diverse organizzazioni per i diritti digitali avevano già lanciato l'allarme quando l'AI di X ha iniziato a soddisfare richieste per generare immagini esplicite non consensuali. Nonostante X abbia successivamente limitato la funzione di modifica delle immagini nelle risposte pubbliche rendendola a pagamento, l'interfaccia principale di Grok permette ancora a chiunque di generare contenuti visivi. L'indagine verificherà se la piattaforma abbia violato il Digital Services Act (DSA), il regolamento europeo che rende le grandi piattaforme legalmente responsabili dei contenuti che ospitano.
La posizione dell'Europa è netta e non lascia spazio a interpretazioni. Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione, ha definito i deepfake sessuali di donne e bambini come una "forma di degradazione violenta e inaccettabile". L'obiettivo dell'inchiesta è determinare se X abbia rispettato i suoi obblighi legali o se, al contrario, abbia trattato i diritti dei cittadini europei come semplici "danni collaterali" del proprio servizio.
Questa mossa espande un'indagine già avviata nel 2023, che ora includerà anche l'analisi del sistema di raccomandazione guidato da Grok. Se ritenuta colpevole di ulteriori violazioni del DSA, la società di Elon Musk rischia una sanzione pesantissima: una multa che potrebbe arrivare fino al 6% del suo fatturato globale annuo.