Un'ambizione smisurata e una partenza turbolenta. Si potrebbe riassumere così la cronaca dei primi mesi di vita dei Meta Super Intelligence Labs (MSL), l'iniziativa con cui Mark Zuckerberg intende lanciare la sfida definitiva nel campo dell'intelligenza artificiale. Il progetto è partito con una mossa da capogiro: l'acquisizione da 14,3 miliardi di dollari di Scale AI, un gigante nella fornitura di dati per l'addestramento di modelli AI, e la nomina del suo CEO, Alexandr Wang, a capo della nuova divisione. A questo si è aggiunta una campagna di reclutamento senza precedenti, con offerte economiche stratosferiche per strappare i migliori talenti a concorrenti come OpenAI e DeepMind.
Tuttavia, questo avvio non è stato privo di scossoni. La notizia delle dimissioni di alcuni ricercatori di spicco, come Ethan Knight, Avi Verma e Rishabh Agarwal, ha subito alimentato voci su un possibile inizio difficile. La realtà, secondo le conferme di Meta, è più sfumata. Dei tre, solo Knight ha effettivamente lasciato il team di punta del laboratorio, il cosiddetto "TBD Lab", dopo meno di un mese. Gli altri due non avevano ancora formalmente iniziato il loro percorso all'interno di quella specifica unità. A loro si aggiungono altre figure, come la direttrice del product management per l'IA generativa, Chaya Nayak, che ha scelto di passare a OpenAI, confermando un clima di forte mobilità nel settore.
Al di là dei singoli casi, emerge un quadro di costante riorganizzazione interna che potrebbe aver generato incertezza. La frenesia del reclutamento ha lasciato il posto a una fase di assestamento. Diversi addetti ai lavori sostengono che, in un'industria dove la sicurezza lavorativa e gli stipendi elevati sono ormai la norma per i profili di alto livello, il denaro non è tutto. I ricercatori più brillanti cercano un ambiente che sia in linea con i loro valori, che si tratti di sicurezza dell'AI, impatto sociale o pura accelerazione tecnologica. Un'eccessiva burocrazia o una strategia poco chiara possono diventare fattori determinanti per un addio.
Di fronte a queste interpretazioni, Meta ha cercato di ridimensionare la situazione, definendo i cambiamenti come "ordinaria amministrazione". La vera notizia, forse, risiede nella profonda ristrutturazione che Alexandr Wang sta implementando per dare una forma chiara alla divisione. L'organizzazione si concentrerà su tre aree chiave: ricerca, prodotto e infrastruttura, suddivise in quattro team. Il TBD Lab sarà il piccolo gruppo d'élite focalizzato sulla superintelligenza; il laboratorio FAIR diventerà un "motore di innovazione"; un terzo team legherà la ricerca ai prodotti come Assistant e Media; infine, un quarto si occuperà dell'infrastruttura.
Un portavoce ha definito la pausa temporanea nelle assunzioni come una pratica comune, necessaria per pianificare il budget del 2026 dopo la massiccia crescita del 2025. Mentre l'azienda continua a investire miliardi per raggiungere la frontiera dell'intelligenza artificiale, la sua sfida più grande potrebbe non essere solo tecnologica.