In una mossa che ha subito rinvigorito la fiducia degli investitori, le azioni di Intel hanno registrato un aumento del 2% a seguito delle dichiarazioni strategiche del suo Chief Financial Officer, David Zinsner. Durante la Global Technology, Media And Telecommunications Conference di Citi del 2025, Zinsner ha delineato una visione chiara per il futuro del colosso dei chip, un futuro costruito su solide basi finanziarie e alleanze strategiche durature.
Il fulcro della nuova strategia finanziaria di Intel ruota attorno all'uso intelligente dei fondi governativi. Zinsner ha confermato che l'azienda utilizzerà i capitali derivanti dalla partecipazione del governo statunitense, ottenuta tramite il CHIPS Act, per estinguere le sue passività. In particolare, Intel ha intenzione di saldare 3,8 miliardi di dollari di debito in scadenza quest'anno, senza ricorrere ad alcun tipo di rifinanziamento. Questa iniezione di liquidità, descritta da Zinsner come un "grande affare per il contribuente e il popolo americano", ha eliminato una significativa incertezza finanziaria, scambiandola con una partecipazione azionaria che, secondo il CFO, non si tradurrà in interferenze gestionali, poiché il governo si allineerà alle raccomandazioni del consiglio di amministrazione. A rafforzare ulteriormente il bilancio contribuirà la cessione di Altera, che dovrebbe concludersi a breve, portando nelle casse altri 3,5 miliardi di dollari.
Sul fronte produttivo, il CFO ha offerto una prospettiva sorprendentemente schietta e pragmatica sulla relazione con il suo principale concorrente nel settore della fonderia, TSMC. Nonostante gli enormi investimenti per potenziare la propria capacità produttiva interna, Zinsner ha ammesso che la dipendenza da TSMC non è destinata a scomparire. Al contrario, ha affermato che Intel "utilizzerà i prodotti di TSMC, in pratica, per sempre", definendo l'azienda taiwanese un "partner eccezionale" il cui supporto e la cui tecnologia sono di prim'ordine. Attualmente, circa il 30% dei prodotti di Intel proviene dalle fonderie di TSMC, una percentuale destinata a diminuire con la crescita di Intel Foundry, ma che rimarrà comunque significativa, come dimostra l'impiego per i recenti prodotti Lunar e Arrow Lake.
Guardando all'innovazione tecnologica, Zinsner ha anche toccato il tema dei futuri processi produttivi. Ha rivelato che il nodo di nuova generazione 14A sarà più costoso rispetto al precedente 18A. Questo aumento dei costi è guidato in parte dall'adozione di strumenti all'avanguardia come la litografia High NA EUV, non impiegata nel processo 18A, e dalla maggiore complessità generale del processo. Sebbene il CFO abbia riconosciuto che in passato l'azienda ha "speso soldi in anticipo rispetto alla domanda senza grandi risultati", ora c'è una crescente fiducia interna nelle capacità del nuovo processo 14A.
Infine, Zinsner ha discusso della possibilità di scorporare Intel Foundry in una filiale separata per attrarre investimenti esterni. Pur definendo l'idea "non inconcepibile", ha chiarito che è improbabile che accada nel breve termine, poiché la divisione non è ancora pronta per essere considerata "investibile". In ogni caso, a causa dei warrant detenuti dal governo, un'eventuale vendita non potrebbe superare il 49% della divisione. La strategia di Intel appare quindi duplice: rafforzare la propria solidità finanziaria per concentrarsi sulla crescita interna, mantenendo al contempo una solida e duratura alleanza con TSMC per garantire flessibilità e accesso alla migliore tecnologia disponibile sul mercato.