Mark Zuckerberg è tornato in "founder mode", da qualche giorno tutte le testate giornalistiche del mondo parlano delle operazioni del CEO di Meta. Sembra quasi strano dopo che nel 2022, l'allora Facebook, cambiava nome in Meta e perdeva oltre 600 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, cercando di scrollarsi di dosso gli occhi sempre più critici del congresso americano e della commissione europea, che accusavano l'azienda e quindi il suo CEO e fondatore, del mancato rispetto delle leggi sulla privacy e di essere un monopolio di fatto visto il controllo da parte di Facebook di aziende come Instagram e Whatsapp.
Quegli anni però sembrano lontanissimi, con Meta che ha totalizzato nel 2024 ben 134 miliardi di dollari di profitti, un aumento del 23% rispetto al 2023. Con un valore delle azioni che ormai ha superato i 700 dollari, ben lontani dai 90 dollari di Ottobre 2022. L'azienda sembra aver ritrovato la sua direzione, il "metaverso" non aveva mai convinto del tutto e i continui investimenti in Oculus dopo l'acquisizione nel 2014 e nella divisione Reality Labs che continuavano a riportare perdite annuali di oltre 16 miliardi di dollari con solo 2 miliardi di profitti, stavano cominciando a spaventare gli investitori.
L'AI ha dato a Zuckerberg un'altra chance per rilanciare la sua azienda dopo oltre 20 anni dalla sua fondazione, cercando di rimanere rilevante in un panorama sempre più complesso e concorrenziale con tante nuove aziende che lottano per il predominio.
Tra le new entry del mercato abbiamo aziende come OpenAI, con il suo CEO Sam Altman e l'ambiziosa partnership con Jony Ive, storico designer di Apple, per produrre persino prodotti hardware su cui far "vivere" ChatGPT. O Anthropic con il suo Claude che si dimostra costantemente uno dei migliori LLM sul mercato, ma abbiamo anche la francese Mistral o Perplexity, DeepSeek, xAI di Elon Musk e Scale AI. Non dimentichiamoci ovviamente dei grandi del settore come Google con l'onnipresente Gemini e Microsoft con Copilot che sfrutta gli investimenti in OpenAI per rimanere sulla cresta dell'onda.
Ed è in questo ambiente che Meta, dopo il lancio del suo hardware più di successo dopo l'Oculus, i Meta Ray-Ban Smart Glasses con oltre 2 milioni di unità vendute, ha deciso di scommettere tutto sull'integrazione tra intelligenza artificiale e questa nuova tipologia di hardware che punta chiaramente a sostituire lo smartphone.
L'ambizione di Zuckerberg è sempre stata quella di poter scalzare Apple dal trono, creando qualcosa che potesse sostituire l'iPhone. E questo potrebbe essere il momento giusto per farlo, o meglio, potrebbe essere l'inizio di un mondo post smartphone. Un segno che i tempi stanno cambiando, è stata anche l'urgenza da parte di Google di presentare durante la sua conferenza dedicata ad Android un OS e un prototipo di smart glasses in collaborazione con Samsung, mentre secondo alcune indiscrezioni anche Apple potrebbe rilasciare un prodotto simile entro il 2027.
Ma nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza l'Intelligenza Artificiale. L'interfaccia utente di uno smartphone è pensata per il tocco, mentre quella di un dispositivo indossabile come degli occhiali deve per forza passare dalla voce e dalla capacità delle telecamere di analizzare il mondo circostante, per questo è fondamentale equipaggiare questi dispositivi di un LLM in grado di rendere l'interazione con l'utente quanto più veloce e priva d'attrito possibile.
Immaginatevi la frustrazione se il dispositivo si dovesse comportare come fa attualmente Siri rispondendo continuamente "Non ho capito" o sbagliando le ricerche. Costringendovi ad usare una noiosa interfaccia touch posta sulla stanghetta dei vostri occhiali smart.
Meta sta investendo massicciamente anche perché, attualmente il suo modello open source LLama è alle ultime posizioni nella leaderboard dei migliori LLM superato da Grok 4 di xAI, Claude di Anthropic, Gemini di Google e DeepSeek, ed è quindi necessario recuperare terreno, prima che sia troppo tardi.
Zuckerberg ha deciso quindi di voler personalmente assemblare un "Super Intelligence Labs" un team dedicato allo sviluppo dell'intelligenza artificiale di Meta formato da circa 50 persone. Contestualmente ha annunciato un investimento da 14.3 miliardi in Scale.ai acquisendone il 49%, l'azienda di Alexandr Wang il cui team diventerà il nucleo fondante di questa iniziativa, nessuna acquisizione per il momento, al fine di evitare i controlli dell'antitrust così come hanno già fatto altri colossi come Microsoft, che ha investito in OpenAI e Amazon con Anthropic.
Così è cominciata l'aggressiva campagna di acquisizione di talenti da altre aziende. Apple ha perso i suoi ricercatori AI per questo motivo, con Mark Lee e Tom Gunter che hanno deciso di raggiungere il loro ex capo Ruoming Pang, che lavorava sempre alla Apple ed era il capo del team dedicato ai "Foundation Models" e adesso membro del "Super Intelligence Labs" di Meta. Persino Sam Altman, CEO di OpenAI, si è dichiarato infastidito dall'aggressività e dalle cifre da capogiro con cui Meta corteggia i suoi ricercatori e ingegneri.
Per quanto riguarda l'infrastruttura Meta sembra essere all'avanguardia, il primo datacenter multi-gigawatt chiamato "Prometheus" sarà operativo entro il 2026, mentre l'altro chiamato "Hyperion" con oltre 5 gigawatts di potenza sarà pronto nei prossimi anni, e si troverà in Louisiana occupando quasi la stessa superficie di Manhattan. Meta sarà la prima azienda AI a costruire un "supercluster" ha dichiarato Zuckerberg su Threads.
Zuckerberg può giustificare queste spese da capogiro grazie al fatturato miliardario di Meta nel suo core business, la pubblicità, con una previsione di oltre 72 miliardi investiti in AI e datacenter. La spesa mondiale per l'AI nel 2025 raggiungerà i 360 miliardi di dollari secondo UBS con Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta che avranno totalizzato il 58% di questa spesa.
Ma l'azienda starebbe cercando di rendere remunerativi il prima possibile questi investimenti. Meta ha già rimandato il rilascio del suo nuovo modello AI chiamato "Behemoth" per dubbi sulle sue effettive capacità e sulla percentuale di miglioramento rispetto a quelli della concorrenza. E sembrerebbe che il "Super Intelligence Labs" sia a lavoro su un nuovo modello, questa volta closed-source, a differenza di LLama 4 proprio per mantenere un vantaggio sulla concorrenza.
LLama 4 è stato reso disponibile open-source, nonostante la licenza non fosse proprio libera, per attrarre talenti e dare di Meta l'impressione che fosse tra le aziende interessate al bene pubblico rispetto le altre della Silicon Valley. Ma questo scopo è stato raggiunto, adesso, anche vedendo come vengono utilizzati i modelli open source, è facile spingere una narrativa per cui i modelli sviluppati potrebbero essere "troppo potenti" per essere forniti al grande pubblico.
A Settembre verosimilmente vedremo se questi investimenti avranno cominciato a dare i loro frutti, con il Meta Connect annunciato per il 17. Zuckerberg salirà sul palco della conferenza e presenterà la nuova versione del modello di LLM di Meta e due nuovi prodotti hardware, la nuova iterazione dei Ray-Ban Meta e una versione consumer degli occhiali AR "Orion" già fatti provare alla stampa come prototipo alla fine dello scorso anno.
Questa ennesima scommessa di Zuckerberg è ovviamente lontana dall'essere certa, la promessa dell'AGI sembra essere meno fumosa del metaverso.
Ciò che possiamo dare per assodato è che Meta e il suo fondatore proveranno a farla funzionare ad ogni costo, ma nella peggiore delle ipotesi, se tutto non dovesse funzionare, avranno comunque abbastanza soldi per finanziare la prossima.