Secondo quanto riportato dal Financial Times, l'Unione Europea si sta preparando a escludere i colossi della tecnologia come Meta, Apple, Google e Amazon da un nuovo e strategico sistema di condivisione dei dati finanziari. La decisione, sostenuta con forza dalla Germania, è nelle fasi finali di negoziazione a Bruxelles e mira a proteggere il mercato finanziario europeo e a garantire quella che Berlino definisce la "sovranità digitale dei consumatori".
La battaglia si consuma attorno al regolamento Financial Data Access (FiDA), una normativa pensata per aprire i dati di banche e assicurazioni a terze parti, con l'obiettivo di stimolare la creazione di nuovi prodotti finanziari digitali e innovativi. Tuttavia, il settore bancario europeo ha combattuto duramente per limitare questo accesso, temendo che i giganti della tecnologia potessero usare la loro enorme mole di dati per scavalcarle nel rapporto con i clienti e dominare il mercato.
La posizione delle banche ha trovato un forte appoggio politico, prima nel Parlamento Europeo e poi nella Commissione e in capitali chiave come Berlino. Si tratta di una rara sconfitta per le potenti lobby di Big Tech a Bruxelles. Secondo un diplomatico europeo, questa è una delle poche volte in cui i giganti della tecnologia stanno davvero perdendo la battaglia politica.
La reazione da parte delle aziende tech non si è fatta attendere. I gruppi di pressione del settore, come la Computer & Communications Industry Association, avvertono che questa mossa non danneggerà le piattaforme, ma i consumatori stessi. Sostengono che limitare l'accesso ai nuovi operatori significhi ridurre la scelta per i cittadini e rafforzare la posizione dominante delle banche tradizionali, i "veri guardiani" dei dati dei clienti.
La decisione finale è attesa per l'autunno e rischia di riaccendere le tensioni transatlantiche tra Bruxelles e Washington. L'esclusione delle aziende statunitensi potrebbe infatti essere interpretata come una misura discriminatoria, in un contesto geopolitico già complesso.