Stai facendo passare Epitome (erede spirituale di Metin2), a un MMORPG dalle grandi ambizioni, quasi fosse un progetto rivoluzionario nel panorama del genere

Non è così, non è un gioco particolarmente ambizioso. Non è BDO e nemmeno WoW, né per contenuti, né per scala, né per complessità dei sistemi. Il gameplay ruota attorno a meccaniche estremamente semplici: andare in giro a farmare mob, ripetere le stesse attività per accumulare risorse, affrontare qualche dungeon istanziato e dedicarsi a feature secondarie come la pesca, il mining e altre attività collaterali. Tutte cose che esistono da vent’anni e che Metin2 proponeva già.
Non ci sono sistemi particolarmente profondi, mondi persistenti complessi o dinamiche emergenti che giustifichino il paragone con MMO di fascia alta. È un’esperienza volutamente lineare, ripetitiva e nostalgica, pensata per chi cerca esattamente quel tipo di loop di gioco, non per ridefinire il genere.
Cosa avrebbe di così ambizioso da richiedere un team numeroso o da essere presentato come un progetto mastodontico?
Chi conosce davvero come funziona UE5 sa bene che sviluppare un successore di Metin2 con una veste grafica moderna non è un’impresa titanica. Le tecnologie attuali semplificano enormemente sia il lato visivo sia molte componenti tecniche di base. Non si sta parlando di inventare nuovi paradigmi, ma solo di riproporre un modello vecchio, aggiornandolo esteticamente. E questo, per quanto legittimo, non può essere spacciato come qualcosa di straordinariamente ambizioso.